domenica 13 ottobre 2013

BAMBINI, OBESITA' E RISCHIO DI INFARTO

Nel gergo clinico il termine "obesità" identifica una condizione caratterizzata da sovrappeso dovuto ad accumulo di tessuto adiposo. A differenza, tuttavia, della condizione grossolana e semplicistica dell'immaginario collettivo per cui obeso è una persona visibilmente grassa, in medicina occorre quantificare questa condizione. In ogni caso obesità e sovrappeso sono sempre il risultato inequivocabile di un eccesso calorico. In alcuni casi essi derivano da uno squilibrio tra calorie degli alimenti introdotti ogni giorno a tavola e l'effettivo consumo dell'organismo, che trasforma automaticamente in grassi tutte le sostanze energetiche che sono presenti in abbondanza.

L'obesità insieme al diabete, si parla di "diabesità", sono i principali fattori di rischio riconosciuti per le malattie cardiovascolari e direttamente correlati all'elevata mortalità che esse causano. Ma le malattie cardiovascolari sono in gran parte prevenibili, controllando i fattori di rischio e con adeguati programmi di prevenzione diretti soprattutto all'ipertensione e all'ipercolesterolemia. Uno stile di vita corretto, alimentazione equilibrata e soprattutto sport riducono sensibilmente il rischio di malattie cardiovascolari e questo stile di vita va assunto fin dalla giovane età.
"L'obesità dei bambini e ragazzi in età scolare, mediamente 1 su 3, è direttamente correlata a un disordine alimentare derivante dalla diffusa ignoranza delle regole basilari della corretta alimentazione"-cit. Dottor S. Savonitto, cardiologo c/o Dip. Cardiologico A, De Gasparis dell'ospedale Niguarda di Milano-" Mentre ci si preoccupa di insegnare le basilari norme igieniche, come lavarsi le mani prima di toccare il cibo... , manca o quanto meno è carente un'educazione a tavola....".
Vi sono meccanismi biologici attraverso cui l'attività fisica può ridurre il rischio di infarto, tra cui la riduzione della pressione arteriosa, il miglioramento della tolleranza agli zuccheri e del quadro lipidico, la riduzione del peso corporeo.
I fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, secondo l'OMS, sono: diabete, dislipidemia, inattività fisica, fumo, obesità, ed ereditarietà.
Per quanto riguarda l'obesità, è importante che un bambino obeso o sovrappeso mangi meno, e i genitori hanno l'obbligo di aiutarlo.
Il mangiare troppo nell'età dello sviluppo fa aumentare la produzione di cellule lipidiche, le quali poi con il passare degli anni, quando il ragazzo si sviluppa e perde peso, si svuotano. Questi adipociti sono però pronti a riattivarsi.
La vita di movimento sana e attiva è fondamentale fin da giovani. Si pensi che il 30% delle morti per malattie cardiache, cancro al colon e diabete è attribuibile alla vita sedentaria.
I giovani non vogliono sentire discorsi noiosi sulla salute, sulle malattie, sulle buone abitudini, Essi hanno solo il desiderio di divertirsi facendo ciò che piace. Lo sport, l'attività fisica dovrebbe rientrare nello stile di vita del giovane come una corretta alimentazione e altre abitudini tese a migliorare il piacere di vivere. 
Allora quale sport consigliare? Ai bambini è consigliabile far svolgere lo sport che più piace, che più diverte. Con l'avanzare dell'età si potrà, in base alle caratteristiche psico-motorie principali (forza, velocità, resistenza, apprendimento tecnico-tattico, coordinazione) consigliare una disciplina sportiva più adatta ad esaltare le proprie capacità atletiche. 
Per uno sviluppo funzionale ottimale il bambino dovrebbe svolgere un'ora di attività fisica tutti i giorni e, almeno 3 volte a settimana, dovrebbe praticare un'attività fisica con 20 minuti di esercizio sufficientemente energetico tale da mantenere una F.c. al di sopra del 70% di quella massimale.  Le attività aerobiche, cioè quelle che coinvolgono le principali masse muscolari, come la marcia, la corsa, il ciclismo, il nuoto, anche senza la dieta consentono di modificare la composizione corporea. Si ha una riduzione della massa grassa con un mantenimento e anche un piccolo e modesto aumento della massa magra, e sono più efficaci nell'indurre un calo ponderale associato a un regime dietetico controllato.
"La prevenzione costituisce l'arma più efficacie nelle nostre mani".
E' da ricordare che: se si abbandonano le buone abitudini, tra cui uno stile di vita attivo, si perdono tutti i benefici acquisiti fin da quel momento, avendo la stessa possibilità di ammalarsi di una persona da sempre sedentaria. Occorre quindi saper cambiare le abitudini più radicate e portare, già nelle scuole, nei luoghi di svago e ricreativi dei bambini e dei giovani, le regole di uno stile di vita sano.
La nostra miglior arma per vivere bene e piacevolmente è la prevenzione.

Chiara R.


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