giovedì 10 novembre 2016

Momenti librosi #19



Avevamo lasciato Louisa Clark affranta al capezzale del defunto Will Traynor, tutti pensavamo che non ci potesse essere un seguito ad un libro cosi bello, profondo, pieno di tematiche sociali importanti. Rispondendo alle numerose richieste dei suoi lettori, Jojo Moyes torna con il seguito di "Io prima di te" e in "Io dopo di te" apre uno spaccato sulla vita di Louisa Clark e su come ha affrontato la perdita del suo amato.


"Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante... C'è fame in te, Clark. C'è audacia. L'hai soltanto sepolta, coma fa gran parte della gente. Vivi bene. Semplicemente, vivi".


La trama 

Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama?
Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina?
Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata.
È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l'hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita.
A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.
Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com'è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.
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Dopo un evento cosi forte, quale la morte scelta attraverso l'eutanasia, come potremmo mai trovare la giovane, solare ma sensibile Louisa se non affranta, distrutta, e persa.
Aveva promesso a Will di vivere la sua vita, di viaggiare e di non smettere mai di conoscere, eppure ad un anno di distanza la troviamo chiusa in una vita ordinaria lavoro, non proprio entusiasmante e formativo, e casa, acquistata con "l'eredità" lasciata dallo stesso Will. Eppure qualcosa di inatteso riesce a sconvolgerla e a smuoverla dalla sua piatta routine, l'arrivo della figlia segreta di Will.
Proprio la problematica adolescente riesce a smuovere Louisa e a metterla davanti ai fatti, ovvero che sta vivendo nell'ombra di un ricordo, nell'ombra di un amore appena sbocciato e mai vissuto a pieno, il dolore per la perdita di una persona è un evento che non si può mai superare, ma si può capire e metabolizzare per poter andare avanti dignitosamente. 
In questo libro molti personaggi prendono forma e si intrecciano con la vita di Louisa, anzi, che riempiono la vita di Louisa, come i suoi genitori in crisi, sua sorella e il suo nipotino, i genitori di Will e la loro nuova vita da divorziati, un capo scontroso, un gruppo di sostegno, e infine un muscoloso e affascinante paramedico.

Ho letto tantissime critiche su questo libro, molti erano sdegnati per la decisione di riaprire una storia su Lou dopo la morte di Will. Io ho trovato il libro bello quanto il primo, data la capacità della scrittrice di narrare le storie; ho anche apprezzato l'idea di parlare del post morte per un caro, di come ci si possa sentire davanti alla morte, di come si possa reagire e di quanto un evento del genere possa cambiare nel profondo una persona.
Sicuramente questo è un libro da leggere e da apprezzare nella sua interezza, lento nella prima metà, coinvolgente nella seconda, in alcuni tratti scappa una lacrima e in altri un sorriso fragoroso.

Chiara R.


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