lunedì 27 febbraio 2017

Momenti librosi #23



«Un inno all'amore nelle sue varie forme.» 
L'Unità

"La misura della felicità" di Gabrielle Zevis è un libro che ha stazionato nella libreria virtuale del mio ebook nella sezione "libri da leggere" per oltre 6 mesi. Durante una tiepida giornata di Febbraio ho deciso che era giunta l'ora di scoprire cosa mi riservasse questo libricino.

"La misura della felicità", collana Narrativa Nord della Casa Editrice Nord, 320 pagine, è uno dei primi libri della scrittrice e autrice cinematografica Gabrielle Zevis. 

La trama

Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di «abbassare i prezzi». Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all'infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata. Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell'affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore…
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"La misura della felicità" è un romanzo scorrevole che si legge tutto d'un fiato, ma quando lo si termina, si ha l'impressione di avere un vuoto, di aver perso qualcosa per strada, anche se in realtà cosi non è.
Questo romanzo interpreta una favola in chiave moderna: una bambina abbandonata che trova un papà in un luogo sicuro, la libreria; un uomo distrutto dalla perdita prematura della moglie, che trova la serenità, la felicità e la rinascita prima con il ritrovamento della bambina nella sua libreria e poi con la capacità di poter amare ancora una donna. 
La trama è semplice, al centro ci sono solo i buoni sentimenti, la redenzione e le seconde chance. Se sviluppato in modo appena diverso, questo libro poteva riservare piacevoli sorprese, invece di essere scontato in ogni suo passo. Ad esempio, il rapporto tra la bambina e il libraio poteva essere più sviscerato, come anche il rapporto tra la cognata del libraio e sua moglie.
Le parti più coinvolgenti di questo romanzo sono i romanzi e la letteratura, coprotagonisti della storia. I titoli dei libri e le mini recensioni flash che il libraio lascia a sua figlia come "testamento spirituale", si trasformano in un diario personale che trasportano e trascinano il lettore verso il finale, ed è sicuramente il dettaglio che ho maggiormente apprezzato del libro.

Chiara R.





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